2026-03-21 Il Monte Ginepro

2026-03-21 Il Monte Ginepro

Localita' di partenzaInizio sentiero Valle Amara, Corvaro (RI)
Coordinate e quota di partenza (WGS84)42.213897, 13.299219, 1000 metri

Distanza percorsa – 19,20 Km
Salita accumulata – 1200 metri
Durata dell’escursione – 6 ore 50 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Un altro Sabato con un meteo non perfetto ma accettabile. Che fai, resti a casa? Assolutamente no! Contatto massimo che risponde all'appello e dopo qualche consultazione decidiamo di ripetere un bel giro fatto più di nove anni fa: Il Monte Ginepro per la Valle Amara e poi, mai più ripetuto.
In quell'occasione, per gran parte dell'escursione non riuscimmo a vedere nulla e, se non ci avesse aiutato il provvidenziale GPS saremmo ancora li, a capire dove passare per tornare a casa.
Arriviamo alla fine della stradina che arriva dal paese di Corvaro, proprio sotto l'imbocco della galleria autostradale di San Rocco, sulla A24 che sono le otto e ci prepariamo alla partenza.
Il termometro dell'auto segna esattamente zero gradi ma siamo coperti e, senza vento, la sensazione di freddo è assente.
La prima parte, tutta su strada sterrata in salita la percorriamo con un passo decisamente NON escursionistico, anche per sfruttare questo tratto come l'allenamento per futuri impegni che ci aspettano.
Dopo meno di un'ora raggiungiamo il bivio per Prato San Rocco, quota 1430 metri e quattro Km fatti. Una bella andatura che teniamo per il successivo tratto fino a quota 1500 metri circa dove iniziamo a trovare finalmente una bella neve, caduta di recente.
Facciamo una breve sosta e uno spuntino e ci rimettiamo in marcia, tenendo un'andatura decisamente più tranquilla.
Camminiamo per un'oretta fino ad arrivare al Rifugio  Bertoldi, in località Fonte la Vena, a 1760 metri di quota.  Ci aspetta ora una salitella su neve fresca ma fortunatamente non alta, fino a raggiungere il bivio fra i sentieri 2F, per il morrone e 2E, verso il Vado dell'Asina, sentiero che dovremmo percorrere per un tratto prima di deviare verso il Ginepro.
Il sentiero purtroppo passa su un traverso con dei vistosi balconi di neve, sopra e dei salti di roccia sotto. Proviamo a percorrerne un pezzo ma non è cosa. Invece di tornare indietro  troviamo una via che sale verso la cresta e verso il sentiero 2F. Siamo attrezzati e, con un po' (molta) di attenzione guadagnamo la cresta. A vista, purtroppo, non sembrano esserci punti per poter scendere verso il Ginepro e quindi saliamo. Alla peggio andremo sul Morrone.
Durante la salita, però, intravediamo un possibile passaggio e infatti, a quota 2120, un passo dalla vetta del Morrone, identifichiamo una possibile via di discesa.
Assaggiamo il primo pezzo e la neve è perfetta. Compatta ma non dura con sotto di noi solo un ripido ma sicuro pendio senza rocce o altri ostacoli a rendere pericolosa un'eventuale scivolata.
Anzi, le condizioni della neve ci consentono una veloce e tranquilla discesa fino a raggiungere  il sentiero 2E che abbiamo lasciato prima.
Guardando il suo percorso possiamo vedere bene fino a dove lo abbiamo percorso, dove lo abbiamo lasciato e cosa avremmo dovuto affrontare continuando a seguirlo.
E ora non ci rimane che percorrere  le poche centinaia di metri che ci separano dal Monte Ginepro, cima che raggiungiamo quando sono le  dodici e trenta circa.

Sulla cima di Monte Ginepro

Il cielo è nuvoloso ma fortunatamente sono nuvole alte e il panorama ci rinfranca degli sforzi fatti e, soprattutto degli oltre duecento metri di salita in più affrontata per raggiungere la nostra meta.
Tralasciamo per ora la sosta e ci mettiamo in cammino lungo il sentiero di rientro.
Tornando parzialmente sui nostri passi raggiungiamo di nuovo il sentiero 2E che porta al Vado dell'Asina. Poco prima del bivio con il 2G che ci riporterebbe a valle ci fermiamo per uno spuntino e quindi per un meritato brindisi.
Dopo la sosta mettiamo via l'ormai inutile ferramenta e ripartiamo. La discesa prosegue tranquilla. Ormai è fatta (forse ...) ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi, cosi si dice. Quota 1780 metri, c'è da affrontare un altro traverso molto insidioso ma fortunatamente sotto non ci sono rocce e sopra non ci sono accumuli di neve. Le piccozze sono più che sufficienti per garantire la necessaria sicurezza e alla fine anche questa difficoltà viene superata felicemente. E ora la discesa diventa solo una formalità, anche aiutati dalla neve soffice che copre gli ostacoli quasi fino alla fine, dove, in località Mercaturo incontriamo la strada sterrata che proviene da Prato Agapito, prima, e il bivio con la strada di salita, poi.
Ormai mancano solo i quattro Km finali che, per non farci mancare nulla, affrontiamo con una leggera corsetta, così da sgranchire le gambe e che ci consentono alla fine di concludere questa bella escursione i poco meno di sette ore.
Ed ora, l'album fotografico di questa giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

2026-03-21 Il Monte Ginepro