2019-03-09 Il Sirente dal canale Maiori

2019-03-09 Il Sirente dal canale Maiori

Localita' di partenza – Fonte all'Acqua, lo chalet, strada da R. di Mezzo a Secinaro (AQ)

Distanza percorsa – 9,00 Km

Salita accumulata – 1300 metri

Durata dell’escursione – 7 ore 15 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Ci avviciniamo alla primavera, non nevica ormai da settimane e le temperature sono decisamente alte. Anche i canali innevati delle varie “pareti Nord” dell’Appennino stanno svuotandosi e sono queste le ultime occasioni di poterli percorrere prima che tornino al loro stato roccioso.

È così che con Daniele decidiamo questa escursione al Sirente dal canale Maiori, un’escursione non difficilissima dal punto di vista tecnico ma molto impegnativa dal punto di vista fisico e comunque non adatta a tutti soprattutto per la pendenza del canale che va gestita in maniera corretta per non farsi male.

Ma veniamo al racconto di questa bella giornata: partiamo da Roma come sempre presto in direzione Altopiano delle Rocche. Avvicinandoci alla nostra meta il Velino appena svegliato ci saluta mentre percorriamo l’autostrada.

Arriviamo nei pressi dello Chalet costeggiando la maestosa parete Nord e soprattutto la gigantesca spaccatura del Canale Maiori, la nostra meta.

Parcheggiata l’auto ci prepariamo e iniziamo a muoverci poco dopo le sette e mezzo lungo la sterrata a destra dello Chalet fino al primo bivio.

Qui lasciamo il sentiero 15 che sale al Sirente dalla valle Lupara e giriamo a destra, per poi lasciare quasi subito la sterrata e imboccare un sentiero, a sinistra, segnato (di recente) in direzione Sud – Ovest che ci dovrebbe portare fino all’imbocco del canale.

Arriviamo intanto ai 1450 metri di quota, perdendo di vista i segni del sentiero. Superiamo un tratto di neve alta e di buche dovute ai numerosi alberi coperti dalla neve fino a raggiungere la parte più bassa della onnipresente valanga.

Ci muoviamo su un campo minato: blocchi di ghiaccio, buche nascoste dalla neve ci rallentano un poco ma riusciamo a raggiungere la fine della valanga e la fine della zona illuminata dal sole.

Siamo a 1650 metri circa e ci fermiamo per indossare ramponi e casco, indispensabile visti i numerosi sassi che piovono dalle pareti che fiancheggiano il canale.

Inizia la salita vera e propria del canale, e stavolta il fondo è praticamente perfetto. Neve compatta, dura e stabile ma non ghiacciata. I ramponi mordono il terreno e si sale ostacolati solo dalla forza di gravità data la pendenza elevata di questa salita.

La salita procede tranquilla senza problemi tra foto, chiacchiere e paesaggi mozzafiato. Sono le undici quando superiamo quota 2000 metri, e torniamo di nuovo alla luce del sole. Una piccola spianata di pochi metri ci consente di fermarci comodamente per qualche minuto di riposo e per un “selfie” in altura.

Si riparte per affrontare l’ultima parte del canale, quella più impegnativa come pendenza. Anche qui grazie al fondo pressochè perfetto si progredisce senza problemi. In alto intanto si sente il solito e immancabile ululato del vento. Speriamo bene viste le passate esperienze.

Sono quasi le dodici quando usciamo dal canale, a quota 2280 metri. Il vento c’è ma fortunatamente è meno forte di quanto minacciava.

Siamo su una cresta secondaria, parallela alla principale che ci separa dal Sirente ormai in vista, vicino a noi. Ultimo sforzo e raggiungiamo il tratto finale di cresta che ci separa dalla cima, che raggiungiamo in una mezz’ora dall’uscita del canale.

Daniele in vetta al Sirente

Io, in vetta al Sirente

Da qui si vede bene il tratto finale del Maiori, con la sua elevata pendenza: sembra impossibilie che si sia saliti per questa parete ghiacciata ma è così.

Ci tratteniamo pochi minuti, solo per qualche foto prima di tornare sui nostri passi, superiamo l’uscita del Maiori e raggiungiamo così il sentiero estivo della valle Lupara, poco prima della salita della Castellina.

Il primo tratto di discesa è un muro ghiacciato quasi verticale che incute timore ma il fondo anche qui e ottimo e alla fine riusciamo a superarlo senza problemi.

Superato il tratto più ripido, il vento sparito completamente, ci fermiamo per consumare il pranzo.

Finito il meritato panino iniziamo la discesa. Nel primo tratto troviamo una neve con crosta superficiale ghiacciata ma non portante che richiede prudenza onde evitare pericolose impuntature non salutari per le nostre tibie.

Nel secondo tratto invece troviamo una neve molla, bagnata e pesante ma ideale per una discesa in completa scioltezza e così ci tuffiamo senza remore giù per il ripido pendio.

Sono le quattordici quando, a quota 1700 circa, raggiungiamo l’inizio del bosco e la fine della valle Lupara. Qualche piccolo dubbio sulla via da seguire viene fugato da impronte di sciatori che ci hanno preceduto. Le seguiamo senza esito e, velocemente e senza problemi finiamo per intercettare il sentiero 15 del percorso estivo e in un’ora circa arriviamo allo chalet dove ci aspettano due belle sorprese:

Agostino che è venuto ad aspettarci per brindare con noi a questa bella escursione e Francesco insieme con Edoardo che sono stati anche loro a percorrerequalche impegnativo canale di questa montagna. E cosi, dopo esserci cambiati come non effettuare una meritata sosta al caseificio di Campo Felice per un’ottima bruschetta e una birra artigianale.

Grazie e complimenti Daniele per aver affrontato questa bella e non facile escursione.

Ed ora godiamoci qualche foto della giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

2019-03-09 Il Sirente dal canale Maiori